Qualunque professionista o impresa può chiedersi se è possibile brevettare all’estero una propria invenzione di modo che sia protetta oltre i confini nazionali.

La risposta è: certo che sì, brevettare all’estero si può. Non solo, ma può anche essere la scelta giusta per stringere legami con aziende straniere, ampliare le opportunità di concessione di licenze d’uso e aprirsi in questo modo ai mercati esteri.

Tuttavia, prima di intraprendere l’iter per brevettare all’estero, è necessario procedere con ordine. Nel dettaglio: essere consapevoli di cos’è un brevetto, verificare precise condizioni prima di fare domanda di protezione all’estero, conoscere le possibilità e vantaggi di deposito aggregato in più Paesi quali quelli permessi dalla Convenzione sul Brevetto Europeo e dal Patent Cooperation Treaty.

Cos’è un brevetto?

Un brevetto è un diritto territoriale che ha validità solo nei Paesi in cui è stato concesso. A titolo di esempio, una stessa invenzione può essere tutelata in Italia, ma non in Francia. In questo caso, il titolare del brevetto concesso in Italia gode di determinati diritti di esclusività nel nostro paese, ma non nello Stato vicino, nel cui territorio la stessa invenzione può essere replicata, riutilizzata o venduta liberamente da chiunque.

Leggi il nostro approfondimento su cosa si può brevettare e cosa no

Brevettare all’estero: quali condizioni verificare prima di depositare domanda?

Prima di depositare domanda di brevetto all’estero, è necessario selezionare con cura i Paesi in cui si vorrebbe ottenere la protezione. Bisogna quindi tenere conto di alcune variabili diverse caso per caso a seconda dell’invenzione e del business in questione.

È infatti opportuno richiedere la tutela nei Paesi che costituiranno il mercato principale del prodotto brevettato, o il mercato preferenziale di prodotti simili. Bisogna capire dove si trovano i maggiori concorrenti e le migliori opportunità di vendita. Inoltre, è necessario informarsi su condizioni particolari vigenti nei Paesi selezionati.

Una volta deciso dove conviene brevettare la propria invenzione, ci sono diverse opzioni per semplificare l’iter di richiesta.

Il brevetto europeo

Se siamo sicuri di essere interessati soltanto ai Paesi europei, è possibile avanzare una richiesta specifica per ciascuno Stato in cui vogliamo chiedere la concessione. In alternativa, si può optare per una via più breve e conveniente: richiedere un brevetto europeo.

Questo, infatti, garantisce la protezione del brevetto in tutti gli Stati europei grazie a una sola procedura unificata, e non attraverso singole procedure per ottenere il diritto in singoli Paesi. Se la richiesta viene approvata, il titolare del brevetto potrà poi decidere in quali di Paesi dell’Unione Europea validare il proprio diritto.

Leggi il nostro approfondimento su come si fa a depositare un brevetto europeo

Il brevetto internazionale

Se il richiedente vuole proteggere la propria invenzione in uno o più Paesi membri del PCT (Patent Cooperation Treaty – Trattato di Cooperazione sui Brevetti), al quale aderiscono sostanzialmente tutti i Paesi industrializzati del mondo, può depositare domanda di brevetto internazionale. Proprio come per il brevetto europeo, la procedura consiste nell’inoltrare una sola domanda redatta in una sola lingua, accompagnata dal pagamento di un’unica tassa di deposito e ricerca.

Non è quindi necessario inoltrare specifiche domande per singoli Paesi, pagando imposte diverse per ciascuno e traducendo subito la domanda in tutte le lingue richieste. Grazie alla domanda di brevetto internazionale, i costi complessivi si riducono ed è possibile guadagnare del tempo prima di dover decidere in quali dei 152 paesi aderenti richiedere la protezione.

Infine, è bene ricordare che chi ha depositato una domanda di brevetto in uno degli Stati della Convenzione di Parigi gode di uno speciale diritto di priorità. Nei successivi 12 mesi, può infatti depositare domanda di protezione all’estero, vedendosi riconosciuti i diritti derivanti dalla data di primo deposito. Essendo il brevetto europeo e il PCT aderenti alla Convenzione di Parigi, possono costituire sia primi depositi su cui fondare un diritto di priorità sia domande di estensione rivendicanti priorità di una domanda nazionale. Un consulente in proprietà industriale saprà indirizzarvi verso la migliore strategia di deposito ed estensione.

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