Abbiamo visto come la contraffazione alimentare costituisca un danno sia per i produttori sia per i consumatori. La falsificazione dell’alimento e del marchio possono seguire sia il canale delle vendite clandestine sia, purtroppo, quello del mercato regolare. Internet ha amplificato il fenomeno attraverso l’e-commerce e la pratica sempre più diffusa dell’acquisto online. Ma fortunatamente la necessità di proteggere la qualità ha innescato nuove forme di controllo e cooperazione per la tutela dei marchi. E, nel nostro caso, per proteggere il vero Made in Italy.

In Italia l’organismo preposto a prevenire e contrastare tali frodi è l’ICQRF, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Si tratta di un organo tecnico di controllo ufficiale del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, presente sul territorio con 10 uffici territoriali, 19 uffici di area e 6 laboratori di analisi. Dal 2014 l’ICQRF ha preso in carica la sfida riguardante l’e-commerce.

Agendo come autorità di protezione ex officio e come organismo di contatto, l’ICQRF riceve segnalazioni su negozi online dagli Stati Membri, inoltrando a sua volta segnalazioni ad altri Stati Membri interessati. Alimenti protetti privi di certificazione, dotati di etichette fuorvianti oppure palesemente richiamanti l’Italian Sounding vengono così individuati tramite un controllo incrociato, che agisce su più livelli.

In questi anni, paesi come Spagna, Regno Unito, Svezia, Germania hanno collaborato attivamente al fine di scovare i prodotti contraffatti venduti sui loro siti web. Sono stati così tolti dal mercato online prodotti falsificati quali “Mortadela Bolonia” in Spagna, “Parmesan & Romano cheese kit” nel Regno Unito, “Prosecco alla spina” in Irlanda e “Prosecco in lattina” in Germania, Olanda e Danimarca. In alcuni casi si è provveduto a correggere gli elementi fuorvianti al fine di mantenere il prodotto sul mercato con la sua vera identità. Un esempio su tutti: molti falsi esempi di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena individuati online sono stati rimessi sul mercato con la corretta dicitura di “condimento balsamico”.

Un altro passo importate per ICQRF è stato trovare forme di cooperazione e dialogo con i grandi network di vendite online, come Alibaba, Ebay e Amazon. Un controllo efficace e capillare deve infatti necessariamente passare attraverso il lavoro “gomito a gomito” con questi colossi perché in alcuni casi la contraffazione online del Made in Italy tocca cifre da capogiro. Negli ultimi anni, per esempio, sono stati intercettati flussi di falso Pamigiano Reggiano fino a 11 volte superiori al totale della produzione vera e propria.

Per concludere, restando sui numeri, fra 2014 e 2015 l’ICQRF ha portato avanti 648 azioni di tutela in tutto il mondo. Fra queste, 102 sono stati casi rimossi ex officio, mentre 163 quelli portati avanti come organismo di contatto nel settore vitivinicolo. Grazie alla cooperazione con Ebay sono state rimosse 317 segnalazioni irregolari, mentre con il progetto “Aliproject” ne sono state rimosse 65 da Alibaba. In entrambi i casi, tutti i casi segnalati sono andati a buon fine. Considerando invece la globalità di tutti gli interventi su e-commerce di ICQRF, le azioni di tutela portate a buon fine hanno coperto il 70% delle segnalazioni. In ogni caso, si tratta di un risultato molto positivo che va nella direzione giusta per salvaguardare prodotti, produttori e consumatori che cercano la vera qualità.

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