Quando si parla di depositare un brevetto, una domanda frequente riguarda la possibilità di brevettare una ricetta o un prodotto alimentare. La risposta è sì, si può, ma la questione non è banale né scontata. Come abbiamo spiegato nel nostro articolo su cosa si può brevettare, per poter depositare un brevetto bisogna che sussistano tutte e tre le caratteristiche di novità, attività inventiva e applicazione industriale. Le stesse regole valgono anche per il settore alimentare.

Nell’ambito del cibo, si può parlare di brevetto di prodotto (se questo riguarda un prodotto alimentare) o brevetto di procedimento (se questo riguarda il metodo usato per arrivare al prodotto, ossia la ricetta). La novità prevede che ci sia l’uso di ingredienti o procedimenti nuovi, non presenti nello stato dell’arte. L’applicazione industriale vuole che il prodotto alimentare o la ricetta in questione siano replicabili a livello industriale, senza che il risultato dipenda dalla bravura di un esecutore rispetto a un altro. Infine, l’attività inventiva prevede la risoluzione di un problema tecnico in modo non banale.

Fra i problemi tecnici da risolvere se ne possono annoverare molti. Rendere commestibile un prodotto non commestibile, renderlo più digeribile, migliorarne la cottura o ridurre il contenuto di zuccheri sono tutti esempi validi. Il punto più spinoso, oltre all’applicabilità industriale e alla novità, rimane il fatto di procedere in modo non banale per arrivare al risultato.

Facciamo un esempio pratico. È chiaro che non è possibile brevettare la ricetta di una torta che utilizzi ingredienti noti, in modo noto, con il solo scopo di assemblare un prodotto alimentare gustoso. Possiamo quindi pensare di cambiare la ricetta usando magari ingredienti light per renderla meno pesante. Neanche così, però, il nostro prodotto alimentare o la nostra ricetta saranno brevettabili. Azioni di questo tipo, infatti, possono indurci a pensare di stare risolvendo un problema tecnico (una torta più leggera), ma il procedimento con cui si arriva al risultato (usare ingredienti light) è ovvio, dunque non inventivo.

Nel caso in cui riusciamo ad arrivare a una ricetta o a un prodotto alimentare brevettabili, bisogna poi fare molta attenzione alla pre-divulgazione. Se questi vengono in qualche modo veicolati al pubblico attraverso documenti, fiere, conferenze o pre-vendite, possono invalidare il brevetto.

Per finire, esiste anche una forma di tutela per ricette e prodotti alimentare differente rispetto al brevetto industriale. È infatti possibile tutelare alcuni aspetti tecnici del prodotto tramite la registrazione per disegni e modelli. In pratica, si tratta di tutelare l’aspetto del prodotto qualora questo abbia caratteristiche di novità e unicità. È una forma di protezione integrativa che può essere richiesta a prescindere dal brevetto industriale, in alternativa o in aggiunta a questo: la tavoletta di cioccolata a quadretti e la cialda per il gelato sono state protette proprio così!

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