Il know-how è un complesso di conoscenze, competenze, abilità tecniche e pratiche necessarie per svolgere e ottimizzare attività in un contesto industriale o commerciale. Pressoché ogni azienda possiede un know-how e delle informazioni commerciali non divulgate (segreti commerciali) da tutelare.

Da un lato, il know-how è inteso come un insieme di capacità tecnico-industriali, come i metodi e i processi per preparare prodotti industriali. Un tipico esempio è la ricetta della Coca-Cola: un segreto commerciale che concorre senza ombra di dubbio al valore economico del marchio.

Dall’altro, rientrano nel know-how anche aspetti riguardanti la gestione dell’azienda e la sua struttura organizzativa. Possono esserne parte aspetti come le tecniche di vendita, le strategie di marketing, le liste clienti o l’iter di commercializzazione dei prodotti.

In generale, si può dire quindi che il know-how indica un “saper fare” proprio dell’azienda, che è importante salvaguardare.

I requisiti per la tutela del know-how

La Commissione Europea riconosce che: “I segreti commerciali sono una delle forme più utilizzate di protezione della creazione intellettuale e del know-how innovativo da parte delle imprese, ma allo stesso tempo sono i meno protetti dal quadro giuridico dell’Unione esistente contro la loro acquisizione, uso o divulgazione illegale da parte di altri.”

In questo quadro, la Direttiva europea 943/2016 prevede i requisiti necessari per tutelare il know-how da eventuali comportamenti sleali. Bisogna infatti sottolineare una differenza sostanziale tra conoscenze brevettate e conoscenze segrete del know-how. Le prime sono tutelate di per sé. Le seconde sono invece protette solo nel momento in cui si presenta un comportamento mirato a ledere il segreto di impresa.

La Direttiva è entrata in vigore il 5 luglio 2016 ed è stata recepita in Italia tramite il decreto legislativo N, 63, 11 maggio 2018. I requisiti principali che indica affinché il know-how possa essere protetto sono:

  • La segretezza
  • Il valore economico
  • L’adozione di misure ragionevolmente adeguate a mantenere segrete le informazioni.

Per segretezza si intende che il know-how non debba essere accessibile agli altri operatori del settore. Non occorre che ogni singola informazione del know-how sia riservata, ma che l’insieme di conoscenze risulti nel complesso confidenziale. In questo modo, la segretezza del know-how determina un valore economico aggiuntivo per l’impresa.

Come posso proteggere il know-how?

Le misure che le aziende possono adottare per proteggere il proprio know-how sono varie. Tra queste:

  • Identificare le informazioni confidenziali
  • Assicurarsi che i segreti commerciali siano custoditi in modo sicuro
  • Tenere separate le informazioni da proteggere (se possibile)
  • Assicurarsi di poter tracciare l’accesso ai segreti commerciali
  • Assicurarsi che i segreti commerciali siano accessibili solo al personale autorizzato
  • Adottare un non disclosure agreement o un patto di non concorrenza.

Il Non disclosure agreement è un contratto legale che dettaglia le informazioni riservate o quelle che le parti decidono di condividere tra loro. Attraverso di esso, il dipendente si impegna a proteggere la riservatezza delle informazioni segrete apprese durante l’impiego o le transazioni commerciali connesse.

Il Patto di non concorrenza è un contratto giuridicamente vincolante in cui il dipendente accetta alcune clausole a salvaguardia della segretezza del know-how. Tra queste, non lavorare con una società rivale o non intraprendere una professione simile per un determinato periodo di tempo dopo aver lasciato il suo attuale datore di lavoro.

Nel web possono essere rintracciati numerosi modelli di questi tipi di accordi. Tuttavia, se non sono redatti ad hoc con molta attenzione da un legale specializzato in materia rischiano di essere del tutto inefficaci. Vi invitiamo a contattarci per ulteriori informazioni.

Il Patent Box a beneficio del know-how

Infine, è necessario ricordare che in Italia il know-how può usufruire di una misura tributaria agevolata, il Patent Box. In quest’ambito, il Patent Box si configura come un’agevolazione fiscale sui redditi derivati dallo sfruttamento di processi, formule e informazioni acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico. Pur riguardando anche i brevetti e il design, il Patent Box mira in questo modo a incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo volti a potenziare il know-how delle aziende. E dunque, il loro valore e la loro unicità.

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